Tour audio di Cambridge: dal Ponte dei Sospiri ai misteri del mercato
Una chiesa dal tetto conico che sembra il cappello di uno stregone. Una chiusa fluviale che riecheggia avventure di mezzanotte. Un leggendario lido dove la gente del posto si tuffa in acque gelide per scommessa. Cambridge è ricca di segreti dietro ogni pietra e ruscello. Questo tour audio autoguidato rivela le storie straordinarie e gli angoli trascurati che sfuggono alla maggior parte dei visitatori. Segui i sentieri un tempo percorsi da monaci, nuotatori, ribelli e gente di fiume, tutto al tuo ritmo. Quale disastro fece crollare la torre di un'amata chiesa e portò quasi al fallimento i suoi salvatori? Quale scherzo di mezzanotte infestava la casa del vecchio guardiano della chiusa? Chi ha girato un inaspettato film di culto accanto a corsie di nuoto gelate? Passeggia attraverso nove secoli di drammi, reinvenzioni e tradizioni stravaganti. Scivola dalle cappelle medievali ai prati verdeggianti dove la storia si nasconde in bella vista, ogni svolta che svela racconti inediti e meraviglie inaspettate. Pronto a scoprire il vero carattere di Cambridge? Ascolta e lascia che la città mostri il suo volto nascosto.
Anteprima del tour
Informazioni su questo tour
- scheduleDurata 40–60 minsVai al tuo ritmo
- straighten5.1 km di percorso a piediSegui il percorso guidato
- location_onPosizioneCambridge, Regno Unito
- wifi_offFunziona offlineScarica una volta, usa ovunque
- all_inclusiveAccesso a vitaRiascolta quando vuoi, per sempre
- location_onParte da Chiesa del Santo Sepolcro, Cambridge
Tappe di questo tour
lock_open 3 anteprime gratuite · 10 si sbloccano con l'acquisto
Per riconoscere la Chiesa del Santo Sepolcro, guarda verso l’angolo tra Round Church Street e Bridge Street: vedrai una chiesa di pietra dalla forma curva e curiosamente rotonda,…Leggi di piùMostra meno
Per riconoscere la Chiesa del Santo Sepolcro, guarda verso l’angolo tra Round Church Street e Bridge Street: vedrai una chiesa di pietra dalla forma curva e curiosamente rotonda, con un tetto a cono che sembra il cappello di un mago! Ora che sei proprio davanti a questa meraviglia, chiudi gli occhi un attimo e immagina di trovarti a Cambridge… ma non nel 2024! Facciamo un salto nel tempo fino al 1130, quando alcuni frati, la Fraternità del Santo Sepolcro (no, non è un gruppo rock medievale!), vollero costruire qui una piccola cappella. La loro ispirazione? La grande rotonda della Chiesa del Santo Sepolcro di Gerusalemme. Sì, esatto, questa chiesa è come una cartolina in pietra arrivata direttamente dalla Terra Santa! All’epoca, proprio davanti a te passava una strada romana chiamata Via Devana, piena di viaggiatori, commercianti e forse qualche cavaliere affamato. All’inizio questa chiesa accoglieva i viandanti, ma già nel 1200 si trasformò da semplice cappella a vera chiesa parrocchiale, con tanto di connessione al monastero Barnwell Priory. Se osservi la porta Norman a ovest, noterai colonne bizzarramente decorate e archi zigzaganti che sembrano il disegno di un bambino particolarmente creativo. All’interno, otto colonne massive e robuste circondano la navata - servivano a sostenere la volta ma anche, a quanto pare, ad impressionare chiunque entrasse. Ognuna di queste colonne ha un capitello diverso: quindi, se ami i dettagli, gioca a “Cerca la differenza” ogni volta che la visiti! Col passare dei secoli, la chiesa si è trasformata proprio come cambiamo noi: nel ‘400 le strette finestrelle normanne furono sostituite da grandi vetrate gotiche che lasciavano entrare più luce (e probabilmente qualche piccione curioso). In quel periodo appaiono anche gli angeli di legno che oggi ancora adornano il soffitto - alcuni suonano strumenti, altri osservano i visitatori come silenziosi DJ medievali. Però non tutto è stato facile: durante la guerra civile inglese del ‘600, molte immagini e statue furono distrutte perché considerate “idolatre”. Chissà che silenzio improvviso e che polvere… Poi, nel 1800, la situazione era così tesa che una parte della chiesa crollò! Per fortuna, arrivarono i restauratori della Cambridge Camden Society, con il grande architetto Anthony Salvin, e la riportarono a nuova vita. Salvin tolse la torre delle campane (troppo pesante per le pareti stanche!), riportò il tetto quasi identico all’originale, inserì nuove vetrate normanne e aggiunse persino una navata sud per far posto ai fedeli che, come sempre succede nelle buone storie, aumentavano ogni anno! Attenzione, però: i restauri costarono venti volte il preventivo... Se ai tempi ci fosse stato il crowdfunding, avrebbero scritto “Obiettivo superato!” Nel 1900, Cambridge continuava a cambiare: alla chiesa vennero aggiunti il nuovo vestiario a nord e, anni dopo, persino gli studenti della Union Society costruirono la loro sede proprio nell’antico cimitero. Ma le sorprese non finiscono qui: durante la Seconda guerra mondiale, una bomba distrusse la vetrata est, che venne poi sostituita con una nuova rappresentazione di Cristo in Maestà. Ogni epoca ha lasciato il suo segno, e qui si sente davvero il passaggio della storia… e di qualche restauratore in cerca di gloria! Oggi, anche se la comunità che frequentava la chiesa è troppo grande per questi muri antichi (immaginati la ressa alla Porta Santa a Pasqua!), la Round Church rimane uno dei quattro esempi di chiese rotonde medievali in tutta l’Inghilterra e, credimi, è la più simpatica! All’interno ospita una mostra su come il Cristianesimo abbia influenzato la storia inglese e anche un antico scriptorium, dove puoi sentire il profumo della carta e dell’inchiostro… se chiudi gli occhi, puoi immaginare lo scricchiolio delle piume sul foglio e il suono delle campane che chiamano i fedeli. Allora, la prossima volta che passerai di qui, magari in bicicletta o sotto la pioggia tipicamente inglese, fermati un istante: ascolta il vento tra le pietre, osserva le curve perfette e pensa a quanti piedi, cuori e storie questa chiesa abbia davvero accolto nei suoi quasi novecento anni di vita. E ricordati: la forma rotonda dice che qui, proprio come nelle migliori torte, non ci sono angoli morti dove si nasconde la polvere… o i segreti!
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Davanti a te puoi vedere una piscina lunga e stretta, con l’acqua azzurra che si estende come un nastro tra il verde degli alberi e i vialetti di cemento: per individuarla basta guardare dritto verso la lunga vasca scoperta oltre la pavimentazione. Benvenuto alla leggendaria Gesù Verde Piscina, o come dicono tutti qui, la “Jesus Green Swimming Pool”! Prima di tutto, lasciami chiederti: hai mai visto una piscina così lunga e sottile? Se ti senti un po’ come una sardina, non preoccuparti, era proprio questo l’effetto cercato! Quando questa piscina è stata inaugurata nel 1923-sì, proprio cento anni fa!-i costruttori volevano imitare la sensazione di nuotare nel fiume Cam accanto, ma senza rischiare un incontro ravvicinato con un’anatra dispettosa o con un nuotatore troppo coraggioso. Guarda quanto si estende: cento yard, cioè quasi novantuno metri! Ma la larghezza… solo quattordici metri. Insomma, è più facile arrivare dall’altra parte dell’oceano che nuotare da bordo a bordo qui! Ma ti confesso: la vera sfida sono le temperature dell’acqua. La piscina è completamente all’aperto e… sorpresa! L’acqua non è riscaldata. Nei mesi di maggio fino a settembre si aprono le porte a chiunque abbia il coraggio di immergersi. Nei mesi più freddi? Beh, se vedrai qualcuno tuffarsi lo stesso, puoi essere certo che sono veri e propri “eroi del ghiaccio”! E ogni giorno chi gestisce la piscina aggiorna scrupolosamente la temperatura dell’acqua sul sito ufficiale: chi volesse informarsi prima di rischiare la pelle, sa dove guardare! Sulla riva del Cam, proprio tra il Jesus Lock e il ponte di Victoria Avenue, questa piscina è diventata punto di riferimento non solo per i nuotatori ma anche per chi ama prendere il sole sul prato, rilassarsi dopo una rimpatriata universitaria o semplicemente chiacchierare tra amici. Un lato è pavimentato, perfetto per chi ha paura di pungersi con l’erba o perdere la ciabatta in mezzo ai trifogli; l’altro invece è tutto verde, ideale per spalmarsi la crema solare e perdere tempo a guardare il cielo, magari sognando una nuotata da record. Ma la Gesù Verde Piscina ha attraversato momenti difficili: più di una volta hanno tentato di chiuderla, ma la città si è mobilitata in sua difesa, come si fa con un vecchio amico simpaticone un po' brontolone. Nel ’97 hanno rimodernato docce e bagni… anche se qualcuno sostiene ancora che l’idraulico abbia lasciato più dubbi che soluzioni! E se pensi che qui non si faccia mai niente di speciale, sappi che nel 2004 un regista amatoriale ha girato un film proprio su questa piscina-ed è stato persino presentato al Festival del Cinema di Cambridge! Prima che tu corra a tuffarti (o a ridere degli audaci che sfidano le acque gelide!), guardati intorno: tra la storia, le risate d’estate e il coraggio d’inverno, qui si nuota letteralmente nel passato… e nell’avventura!
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Davanti a te puoi vedere una chiusa in legno scuro con una passerella sopra, proprio sul bordo del fiume Cam: basta cercare il cancello di legno inclinato e ascoltare il rumore dell’acqua che scorre! Benvenuto alla Gesù Serratura, il cuore pulsante e un po’ testardo del fiume Cam! Qui davanti a te si trova la chiusa numero uno di Cambridge, costruita addirittura nel 1836: pensa, quando hanno iniziato a costruirla, la regina Vittoria stava appena imparando a fare il tè! Forse senti lo scroscio dell’acqua che si infila tra le tavole di legno… e, se chiudi gli occhi, puoi immaginare le chiatte che scorrevano lente, spinte non da motori, ma dalla pura forza delle braccia e, perché no, da qualche parolaccia tipica dei barcaioli. Questa non è una semplice serratura, ma un vero portale tra due mondi del fiume: davanti, verso nord, c’è la Chesterton Road, anima moderna della città; dietro, si spalanca la verde distesa della Gesù Green, perfetta d’estate per sdraiarsi a guardare le anatre - ma attenzione, quelle anatre qui sono più furbe degli studenti sotto esame! Accanto alla chiusa, la casetta del guardiano, oggi rifugio per studenti fortunati: chissà quante storie misteriose di notti passate a contare le barche invece delle pecore… Un piccolo ponte invita i pedoni (ma attenzione ciclisti, qui dovete scendere!) a passare da una riva all’altra. Costruito verso il 1892, sembra quasi la versione gentile di un cavaliere medievale: si inchina e ti lascia attraversare in sicurezza. E proprio di là scorre la vita: sulla riva a valle si trovano le famose case-barca, abitate dai “Camboaters”, una vera e propria tribù fluviale con feste, segreti e un amore incondizionato per il navigar lento. Sopra la chiusa, invece, il “middle river” è il terreno di sfida dei rematori - stai attento, perché qua una pagaia vagante è sempre in agguato! Allora, goditi l’atmosfera: respira quell’odore di storia umida e avventura, e ricorda, la Gesù Serratura non è solo legno e ingranaggi, ma la porta per meravigliose storie d’acqua e città!
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Davanti a te vedrai una grande collina verde, coperta d’erba, che spicca sopra un prato curato, quasi come una montagna in miniatura al centro della città: guardala proprio lì,…Leggi di piùMostra meno
Davanti a te vedrai una grande collina verde, coperta d’erba, che spicca sopra un prato curato, quasi come una montagna in miniatura al centro della città: guardala proprio lì, oltre la siepe, non puoi sbagliare! Benvenuto sulla Collina del Castello, uno dei luoghi più “anziani” di Cambridge! Immagina di essere qui duemila anni fa: niente case, niente biciclette, solo vento, alberi e, forse, qualche Romano che si gratta la testa pensando, “dove metto il mio accampamento?” Infatti, i Romani scelsero questa collina per il loro villaggio, chiamandolo Duroliponte. Un nome che sembra un incantesimo, vero? Questa collina era perfetta: proprio accanto al fiume, era il punto ideale per attraversare l’acqua o difendersi dai nemici. Senti il fruscio delle foglie? Mentre sali potresti persino sentire gli echi delle antiche battaglie! Nei secoli successivi, durante il periodo anglosassone, la collina divenne una vera fortezza, un posto sicuro dove gli abitanti si rifugiavano quando le cose si mettevano male. Poi arrivarono i Normanni - gente che costruiva castelli come noi facciamo panini! Nel 1068, un enorme castello sorse proprio qui. Adesso, del castello resta solo questa collina, chiamata “the mound”, ma puoi chiudere gli occhi e immaginare le alte mura, il rumore degli zoccoli e, forse, qualche cavaliere che si lamenta del freddo! E ricorda, se ti capita di vedere una mattonella rossa nella chiesa di San Pietro poco più avanti, pensa che è rimasta qui dalla Roma antica… Forse aveva già sentito parlare del traffico di Cambridge!
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Davanti a te si staglia un elegante edificio in pietra chiara con tre arcate al piano terra e numerose finestre regolari al piano superiore; basta guardare diritto davanti a te, proprio al centro del cortile, per scorgere l’iscrizione “Bibliotheca Pepysiana” sopra le arcate centrali. Immagina ora di essere un curioso studente del Seicento, appena arrivato davanti a questo palazzo dal fascino intramontabile. Il vento soffia leggero sull’erba del cortile mentre ti chiedi: davvero, dentro queste mura, ci sono oltre 3.000 tesori nascosti? Ebbene sì! Tutto nasce da Samuel Pepys, un uomo che amava i libri almeno quanto i biscotti al burro… e forse anche di più! Pepys era un vero collezionista: libri, manoscritti, mappe, stampe… e persino diari pieni di segreti e avventure della sua vita quotidiana. Alla sua morte nel 1703, Pepys lasciò tutta la sua preziosissima collezione - ordinata e catalogata con una maniacalità che farebbe impallidire anche la più pignola delle bibliotecarie - al Magdalene College. Ma non solo i libri: ordinò che neppure uno venisse tolto o aggiunto, mantenendo tutto “più precisamente che mai”, persino la disposizione! Quindi attenzione: se provate a spostare un libro, rischiate di sentire un brivido misterioso provenire dallo scaffale… scherzo! O forse no? Al primo piano del Pepys Building, che stai ammirando con la sua facciata neoclassica in pietra Ketton, la Biblioteca Pepys ti accoglie ancora come tre secoli fa. Leggi là in alto, sopra l’entrata: “Bibliotheca Pepysiana 1724”. Quello è l’anno in cui i libri hanno trovato la loro nuova casa, con sopra lo stemma nobiliare di Pepys che veglia su tutti come un vecchio gufo saggio. Ora, chiudendo gli occhi, puoi quasi sentire il fruscio delle antiche pagine: qui si trovano i sei manoscritti originali del diario di Pepys, il famoso cronista dell’incendio di Londra, ma anche incunaboli rarissimi dell’epoca di Caxton e antichi corali inglesi, almanacchi di navigazione di Sir Francis Drake, persino la copia personale di Isaac Newton del “Principia Mathematica”! E se ti piace la musica, c’è una raccolta di oltre 1.800 ballate popolari: Pepys aveva così tanti interessi che oggi Instagram lo avrebbe seguito! L’edificio, iniziato nel 1670, è stato per anni un cantiere vivace - si dice che ogni tanto mancassero i fondi e toccasse ripartire tutto da capo, magari dopo un consiglio da Robert Hooke. Pepys stesso aiutò più volte con le sue donazioni, perché, scherzando, diceva: “Un libro senza una casa è come una barca senza fiume!” Oggi la biblioteca apre spesso il pomeriggio ai curiosi: quindi, magari torni una volta e ti fingi apprendista Sherlock Holmes tra manoscritti e misteri nascosti! Ma occhio… se provi a infilare un nuovo libro su uno scaffale, rischi di essere inseguito dal fantasma di Pepys, armato di catalogo e penna! Desiderate saperne di più sul background, sulla collezione o sull'edificio dei pepy? Immergiti nella sezione chat qui sotto e chiedi via.
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Davanti a te, puoi riconoscere il Ponte di Sospiri di Cambridge: un ponte in pietra coperto, con archi gotici e finestre a rete, che collega gli edifici universitari sopra il fiume Cam; basta guardare verso il lato dove l’acqua scorre lenta tra due costruzioni storiche! Adesso lasciati trasportare da questa storia che sembra uscita da un libro di avventure. Era il 1831 quando, tra rumori dei martelli sull’argilla bagnata e strumenti degli scalpellini, venne completato questo ponte meraviglioso. Progettato da Henry Hutchinson per collegare il Vecchio e il Nuovo Cortile dello St John’s College, il ponte fu immediatamente soprannominato “Ponte di Sospiri”, proprio come quello celebre di Venezia, anche se, a dire il vero, di somigliante hanno solo l’anima romantica e… il tetto! Qui passava spesso la regina Vittoria, che lo considerava il suo angolino preferito di tutta Cambridge. Immagina lo scintillio del sole che si riflette sulle vetrate gotiche e ti sembra quasi di sentire un’eco di passi reali! E lei, tra una carrozza e l’altra, sospirava - chissà se per l’amore, o forse solo per la bellezza del panorama. Ma attenzione: questo luogo raffinato è stato anche teatro di scherzi memorabili! Una notte degli anni ‘60, un gruppo di studenti decise che era il momento di alzare - letteralmente - il livello. Usando delle barche, riuscirono a portare una piccola auto Austin 7 sotto il ponte, legandola con delle corde! Nessun danno al ponte, solo una storia che ancora oggi fa ridere studenti e professori. Non contenti, qualche anno dopo ci riprovarono con una Reliant Regal, ma ancora una volta il ponte rimase intatto: che tempra, eh? Il ponte non è solo fonte di racconti curiosi, ma anche di emozioni da film: qui sono state girate scene di “Elizabeth: The Golden Age” e “La teoria del tutto”, e perfino i Pink Floyd l’hanno scelto per un videoclip! Pensa agli attori che, come noi ora, si sono lasciati affascinare da queste pietre. Quindi, mentre osservi questa meraviglia, immagina sospiri, risate, storie e magari… qualche auto appesa fuori posto. A Cambridge, non ci si annoia mai!
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Davanti a te vedi un’ampia distesa verde ondulata che si stende lungo le sponde del fiume Cam, con grandi alberi, prati curati e mucche che pascolano pigre sulla sinistra; per orientarti basta guardare oltre il fiume, tra i ponti storici e le facciate eleganti dei college che fanno da cornice a questa cartolina perfetta. Benvenuto alle Backs, o come si dice qui a Cambridge, “il retro” dei college! Ma non lasciarti ingannare dal nome: qui il “retro” è decisamente il lato migliore, quello che si prende tutto il palcoscenico! Immagina di essere qui qualche secolo fa: nessuna macchina, nessun rumore di città, solo il rumore sottile dell’acqua del Cam che scorre placida e, forse, il muggito di una mucca che protesta educatamente contro una lezione di latino. Le Backs sono la passerella verde dell’università: sette college splendidi aprono i loro giardini e cortili esattamente qui, lasciando scivolare i loro edifici storici fino all’acqua, come se facessero il bagno di sole ogni mattina. Puoi vedere St John's con i suoi ponti eleganti, Trinity con le sue torrette, Clare, King's e Queens’, ognuno con il proprio stile e i propri ponti suggestivi che invitano ad attraversare perdersi in un’altra epoca. All’inizio, nel XVI secolo, qui c’era solo terra: pascoli per pecore e mucche, qualche frutteto, niente in comune con i magnifici prati di oggi, tranne proprio il verde… e gli animali che a volte fanno ancora capolino. Pensa che proprio il prato dietro il King's College è ancora abitato da mucche placide, per la gioia di turisti, studenti e probabilmente anche dei muccologi. Non ridere troppo: a Cambridge tutto può diventare una materia di studio! Nel tempo, i college hanno voluto mostrare la loro eleganza anche ai passanti del fiume e così hanno piantato viali di alberi, costruito ponti in pietra sempre più belli, e sistemato i giardini come salotti all’aperto. Ma la storia qui ha anche avuto i suoi momenti di tensione! Nel Settecento, il famoso paesaggista “Capability” Brown voleva trasformare tutto in un magnifico parco all’inglese, eliminando persino qualche ponte storico per mettere il focus solo sul King’s College! Meno male che qualcuno ha detto “No, grazie!” altrimenti oggi vedremmo un gigantesco lago al posto del Cam e dovresti far punt su una barca affiancata da statue di cigni! Durante i secoli, Le Backs sono diventate un vero tesoro nazionale: nel 2013, sono state scelte tra le dieci viste più belle di tutta l’Inghilterra! E mica lo dice uno qualunque, ma il presidente del National Trust. Sai, c’è anche una piccola nota di mistero: negli anni ‘70 tantissimi olmi sono morti per una terribile malattia e i giardinieri dei vari college si sono alleati come cavalieri verdi contro il nemico invisibile… fondando il Comitato delle Backs! Si sono dati da fare, hanno abbattuto alberi malati, piantato nuovi esemplari, persino discusso animatamente sulla specie giusta da piantare per i prossimi secoli. Alla fine il comitato si è sciolto, ma Le Backs sono sopravvissute, più forti che mai. Oggi le Backs non sono rimaste ferme al passato: c’è un piano per rendere tutto ancora più verde, più accogliente e pieno di ombrelloni di foglie, siepi e corridoi per la fauna selvatica, così che anche una volpe o una civetta possano sentirsi parte dell’università! Ogni college ci mette del suo, perché qui una cosa è certa: ci si confronta su tutto, ma il panorama lo si difende come un segreto preziosissimo. Adesso fai un bel respiro e guarda intorno: l’acqua che brilla, il profilo severo dei college, gli alberi che frusciano… Non ti sembra di essere in una fiaba universitaria? Se senti qualcuno sussurrare tra le fronde, non preoccuparti: sarà solo un vecchio professore che ha deciso di trasformarsi in scoiattolo per la pensione! Se sei curioso di conoscere il nome, lo sviluppo presente e futuro o la galleria, la sezione chat qui sotto è il luogo perfetto per cercare chiarimenti.
Apri pagina dedicata →Davanti a te vedrai delle bancarelle coloratissime piene di frutta, verdura e fiori freschi, tutte raggruppate sotto grandi tende bianche, con il profilo maestoso della chiesa…Leggi di piùMostra meno
Davanti a te vedrai delle bancarelle coloratissime piene di frutta, verdura e fiori freschi, tutte raggruppate sotto grandi tende bianche, con il profilo maestoso della chiesa Great St Mary’s che domina sullo sfondo: guarda verso il grande ombrellone verde e segui il profumo dei prodotti freschi! Benvenuto al Mercato sulla Collina, la piazza più viva e storica di tutta Cambridge! Immagina di essere qui centinaia di anni fa, quando i mercanti arrivavano all’alba, tra il suono croccante degli stivali sulla ghiaia e il continuo vociare della folla in cerca dell’offerta migliore. Questa piazza, sai, è il cuore pulsante della città, sempre brulicante di vita sin dai tempi dei Sassoni. Le stradine attorno a te sono come piccoli fiumi che portano qui curiosi, venditori e studenti affamati, tutti convergendo verso il mercato come api sul miele. Ma il Mercato non ha solo venduto frutta e verdura! Nel Medioevo, in un giorno che nessuno a Cambridge dimenticherà mai, qui è scoppiato il caos: il 16 giugno 1381, durante la famosa Rivolta dei contadini, i cittadini, guidati persino dal sindaco, si sono ribellati contro l’università, stufi dei suoi privilegi. Immagina la piazza invasa da una folla inferocita, con Margery Starre, una donna coraggiosissima, che ballava in mezzo a tutti gridando “Via con la sapienza dei dotti, via!” E tu che pensavi che a Cambridge la ribellione fosse non fare i compiti… In poche ore, tutti i registri universitari furono distrutti proprio qui, in una tempesta di danza, polvere e cori. E poi c’era la famosa fontana: nel 1855, dopo un grande incendio che liberò la piazza dalle vecchie case, venne costruita una bellissima fontana gotica, alimentata dall’acqua pura del Canale di Hobson. Ahimè, questa fontana venne quasi completamente demolita nel 1953 e oggi rimane solo il ricordo del suo zampillio. Prova a chiudere gli occhi: riesci a sentire il suono dell’acqua che scorre e il tonfo delle mele che cadono sui banconi? Questa piazza è come una macchina del tempo: ogni passo qui racconta una storia e ogni angolo sussurra segreti di commercianti, ribelli e studenti affamati di pesche!
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Davanti a te troverai Market Street, facilmente riconoscibile grazie alle vetrine colorate dei negozi e alla strada pedonale animata, con la classica insegna blu di WHSmith ben visibile sulla destra. Immagina di essere catapultato nel cuore vivace di Cambridge: tra aromi di caffè, biciclette appoggiate e voci di venditori indaffarati, Market Street è sempre stata la casa delle storie, dei ritrovi e - perché no - anche dei piccoli segreti della città. Questa strada collega la famosa Market Square, dove un tempo si gridavano i prezzi delle mele e dei libri di seconda mano, a Sidney Street. È sempre stata una sorta di “autostrada” cittadina, ma molto più affascinante e senza il traffico delle auto! Sul lato est, ti consiglio di dare uno sguardo alla chiesa Holy Trinity: costruita oltre seicento anni fa, sembra sempre pronta a raccontare aneddoti gotici a chi ha voglia di ascoltare. E poi c’è Henry Martyn Hall: pensa che fu progettata da un architetto amico di Norman Shaw - praticamente l’influencer del tempo in campo architettonico! Oggi ospita negozi, ma un tempo si radunavano qui persone curiose e appassionate di missioni lontane. Se alzi lo sguardo verso Radcliffe Court, troverai le linee moderne che fanno a pugni - ma in modo simpatico - con il resto della città. E se ascolti bene il vento, potresti quasi sentire le risate dei ragazzi intenti a sbirciare le vetrine di Petty Cury, sempre animata e zeppa di compratori. Pronto per perderti tra passato e presente in questo incrocio di storie e shopping? Dai, non perderti nulla e fai attenzione: qui ogni passo ha qualcosa da raccontare!
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Davanti a te si apre un grande cortile con prato perfettamente tondo al centro, circondato da eleganti edifici color miele, con finestre bianche, fiori alle finestre e una torretta con orologio che domina la scena: se guardi verso il verde e la facciata coperta di rampicanti sulla destra, hai trovato il Christ’s College! Benvenuto in una delle tappe più affascinanti del nostro viaggio: il Christ’s College! Qui il passato regna sovrano, e non è solo un modo di dire… pensa che tutto ebbe inizio nel lontano 1437, quando William Byngham fondò questa istituzione, anche se il nome era leggermente meno altisonante: God's House, la Casa di Dio! L'idea di Byngham era geniale per quei tempi: formare insegnanti per le scuole di grammatica, che in Inghilterra erano più rari dei giorni senza pioggia. Ma la storia è un po’ uno sportivo che cambia spesso maglia: dopo pochi anni, il primo sito venne venduto a King’s College, così il giovane college fu costretto a traslocare e a reinventarsi. Solo nel 1505, grazie alla famosa e generosa Lady Margaret Beaufort, madre di Enrico VII, la nostra “Casa di Dio” divenne Christ’s College. Pare sia stato un vescovo - niente meno che il confessore personale di Lady Margaret! - a suggerire il nome “più cristiano”. Passeggiando nel cortile tondo, puoi immaginare le generazioni di studenti e professori che qui hanno camminato prima di te, magari lasciando tracce sulle antiche pietre: tra i più famosi, spiccano John Milton, autore del “Paradiso Perduto” (uno che ha davvero avuto una vita da romanzo!), e Charles Darwin, il papà della teoria dell’evoluzione. Non male come compagnia: d’altronde, se pensi che qui sono passati anche numerosi Nobel, viene voglia di respirare l’aria a pieni polmoni… magari funziona per l’intelligenza! Nei secoli, Christ’s College ha saputo reinventarsi: le ali più antiche, costruite fra il Quattrocento e il Cinquecento, abbracciano il cortile, con il Grande Portale, il lodge del Maestro e la Cappella, mentre il prato centrale con la sua forma rotonda è quasi perfetto… se non fosse per qualche studente che, ancora oggi, cerca di calciare una palla proprio da un estremo all’altro! Se scendi al piano inferiore noterai che il portale d’ingresso sembra “tagliato” sotto: la street level, col passare degli anni, si è alzata, lasciando al portone queste strane scale discendenti. Sul lato destro c’è la magnifica sala da pranzo, restaurata nel diciannovesimo secolo dal visionario George Gilbert Scott, dove, ancora oggi, si possono ascoltare discussioni… di filosofia, matematica e - ovviamente - del menù della serata. E non fare troppo il turista: qui, diversamente da altri college, gli studenti non si alzano ogni volta che un professore entra o esce dalla sala! Pare sia una piccola vittoria “storica” nata da una lite secolare ai tempi della guerra civile inglese… Vedi? Anche a Cambridge ogni tanto ci si ribella. Non farti sfuggire il glicine che avvolge il lodge del Maestro, mentre nel Second Court - la seconda corte - puoi trovare l’edificio dei Fellows, eretto negli anni Quaranta del Seicento, dove si aggirano professori e studiosi dal passo veloce e pensieroso. Attraverso un arco, se sei curioso, arriveresti nel Giardino dei Fellows, dove crescono due gelsi: uno piantato nel 1608, l’anno della nascita di Milton! Entrambi sono sopravvissuti a tempeste terribili e, anche se adesso stanno più “sdraiati” che in piedi, producono ancora frutti ogni anno. Più resistente di una tesi di dottorato! Ma il vero tesoro nascosto del Christ’s è la piscina: sì, hai capito bene, qui c’è una delle pochissime piscine universitarie storiche inglesi, alimentata dal famoso Hobson’s Conduit e probabilmente la più antica piscina all’aperto del Regno Unito, risalente al Seicento. Immagina le grida entusiaste degli studenti che si tuffano, tra spruzzi e risate inglesi! Il college è un universo di tradizioni vere, tra società come il Marguerites Club per campioni sportivi, il Boat Club più antico di Cambridge, cori e drammi shakespeariani durante i balli di maggio a tema favoloso. E come dimenticare la stupenda May Ball? Una serata magica dove tutto il cortile si trasforma, ogni due anni, in un mondo da sogno: Parigi anni ’20, carnevali brasiliani, e persino l’Emerald City o il Sogno di una Notte di Mezza Estate di Shakespeare! Quindi, mentre ti guardi intorno, pensa che stai calpestando secoli di storie, misteri e anche… un pizzico di follia geniale. Un consiglio? Non cercare di imitare le imprese degli illustri ex studenti, ma goditi ogni istante nel cortile più rotondo - e forse più geniale - di Cambridge! Per ulteriori approfondimenti sugli edifici, sul profilo accademico o sulla vita studentesca, non esitare a navigare nella sezione chat qui sotto e chiedere informazioni.
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Davanti a te, proprio all’angolo tra Bene’t Street e Trumpington Street, cerca una grande ruota dorata, ondulata come se fosse fatta d’oro fuso, sormontata da una strana creatura dallo sguardo minaccioso: hai trovato il Corpus Clock! Ora, fermati qui, perché sta per iniziare uno spettacolo diverso da tutti quelli che hai mai visto in una città universitaria: niente leoni di marmo o statue di re, ma un mostro meccanico che sembra uscito da un sogno di uno scienziato un po’ pazzo - o forse da un incubo di Stephen Hawking! E infatti è proprio lì che la storia prende vita. L’orologio, chiamato anche “Chronophage”, cioè “Mangia-tempo”, è stato inaugurato nel 2008 proprio da Hawking in persona. Non male per un orologio che sembra affamato! Il quadrante - o meglio, il disco gigante che hai davanti - è di acciaio inox placcato oro a 24 carati e misura circa un metro e mezzo di diametro. Nessuna lancetta, nessun numero: qui l’ora si vede da delle piccole fessure illuminate da LED blu, che si aprono nei cerchi concentrici della ruota. Ma il vero protagonista è sopra: quel mostro nero, metà insetto e metà drago, con gli occhi inquietanti e i denti affilati. Quello è il Chronophage, il Mangia-tempo, che con il suo movimento fa scorrere (e forse anche sparire!) i secondi della tua vita. Ogni volta che batte la bocca, mangia un secondo - e se ascolti con attenzione, puoi sentire un suono metallico, quasi un ringhio, come se macinasse il tempo stesso sotto i suoi denti. La creatura non si muove a caso: il suo movimento fa parte di un’invenzione ingegnosa chiamata “Grasshopper Escapement”, che risale al XVIII secolo grazie a John Harrison. Il creatore del Corpus Clock, invece, si chiama John Taylor. Sai cosa ha pensato? “Nessuno capisce davvero come funzioni un grasshopper escapement... Allora ho deciso di mettere il meccanismo in vista!” E così ha creato il più grande grasshopper escapement del mondo: solitamente nascosto dentro orologi antichi, qui invece viene mostrato in tutta la sua bizzarria, come se volesse sfidare ogni passante a indovinare cosa davvero faccia scorrere il tempo. Il Mangia-tempo non solo mastica secondi, ma ogni tanto chiude e apre le palpebre dorate, con un movimento talmente rapido che, se non guardi proprio in quel momento, potresti perdertelo. Il sistema è alimentato da una molla interna, pronta a scattare in un battito, e il pendolo qui sotto, grandissimo e impeccabile, aggiunge solennità all’intera performance. C’è un’ironia che aleggia su questo orologio: è preciso solo una volta ogni cinque minuti! Nei restanti minuti, sembra quasi impazzire - a volte si ferma di colpo, altre volte corre come se avesse fretta. John Taylor, però, non l’ha fatto per pigrizia: voleva ricordarci che la vita non segue mai un ritmo regolare, che il tempo può sembrare lento o accelerato, soprattutto nei lunedì mattina. E come ogni opera d’arte che si rispetti, il Corpus Clock ha pure la sua iscrizione in latino: “Mundus transit et concupiscentia eius”, ovvero, “il mondo passa e i suoi desideri con lui”. Un pensiero un po’ filosofico, così, tra una foto e l’altra. Se ti viene in mente che qui, dove adesso tutti si fermano a scattare selfie, una volta c’era una banca vittoriana, l’orologio sembra anche più un portale tra epoche diverse - dal grigiore vittoriano a una fantascienza sorprendente e bizzarra. E pensare che la sua creazione ha coinvolto più di 200 persone… tra ingegneri, scultori, gioiellieri e perfino un custode ufficiale dell’orologio, pronto all’azione in caso il mostro avesse troppa fame di secondi! Infine, lo sapevi che il Chronophage ha dei “fratelli”? Esistono altri orologi simili: uno con un drago nell’Isola di Man e uno in mostra a Douglas, sempre sull’Isola di Man. Ma qui, solo qui a Cambridge, potrai vedere il Mangia-tempo originale, con la sua bocca famelica, il disco dorato che sembra sciogliersi e la sua imprevedibile precisione. Un consiglio: non perdere l’occasione di restare fermo ad ascoltare e osservare attentamente. Forse oggi Chronophage farà quel doppio blink raro… e ti prometto, nessuna foto gli rende giustizia quanto questa esperienza “dal vivo”. D’altronde, lui mangia i secondi, ma tu puoi portarti via i ricordi! Ti stai chiedendo l'aspetto, la meccanica dell'orologio o il finanziamento e la realizzazione? Sentiti libero di discuterne ulteriormente nella sezione chat qui sotto.
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Davanti a te c’è una vetrina elegante con scritta dorata “Fitzbillies” e il numero 51, incorniciata in blu scuro e con una lavagnetta nera all’ingresso: guarda proprio lì, accanto alla strada! Ascolta un po’, Fitzbillies non è solo una pasticceria qualunque: qui dentro si nasconde la leggenda dei Chelsea buns più golosi di Cambridge! Immagina l’autunno del 1920: la nebbia sulle strade, le biciclette che sferragliano, e il profumo irresistibile di zucchero e cannella che sprigiona proprio da questa porta, attirando studenti affamati e professori dal naso curioso. Eppure, questa piccola pasticceria ha vissuto più colpi di scena di una telenovela: è caduta in bancarotta due volte, nel 1980 e nel 2011. Ma come nella migliore tradizione inglese, Fitzbillies si è sempre rialzata… anche dopo un incendio che l’ha fatta chiudere per ben due anni, nel 1998! Quando nel 2011 tutto sembrava perduto, sai chi si è fatto avanti? Un certo Stephen Fry, famoso in tutto il Regno Unito per il suo amore per Cambridge e per… le merende! Con un accorato appello, ha convinto Tim Hayward a salvare la pasticceria. Ed ecco che Fitzbillies, come una fenice con lo zucchero a velo, è rinata più forte di prima e ora addirittura ha tre sedi! Ti sfido a resistere a quel profumo invitante: io, personalmente, ogni volta che passo di qui, sono tentato di infilarmi dentro e comprare due Chelsea buns! Dai, ti meriti un assaggio: entriamo?
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Davanti a te, osserva bene verso il fiume: vedrai un elegante ponte in legno ad arco, fatto di assi dritte incrociate, che collega due edifici storici sul Cam. Eccoci alla tredicesima e ultima tappa: il famosissimo Matematica ponte! Ora so cosa pensi: “Ma che ha di matematico questo ponte? Mi aspettavo una gigantesca calcolatrice in mezzo al fiume!” Invece, la magia qui sta tutta nell’ingegneria, perché, anche se sembra arcuato come una luna di legno sospesa, in realtà è costruito solo con tavole dritte. Sembra un trucco da prestigiatore o una barzelletta da professore di matematica, vero? Immagina Cambridge nel 1749, con carrozze traballanti e professori che si interrogano su chi riesca a progettare la struttura più innovativa per collegare le sponde di Queens’ College. Ed ecco entrare in scena William Etheridge: con carta, matita e tanta pazienza, progetta un ponte che sarebbe stato costruito da James Essex, un uomo noto per le sue mani d’oro e il suo amore per il legno. Adesso fai silenzio per un attimo: riesci a sentire il rumore dell’acqua che scorre sotto il ponte e le voci allegre di chi fa punting? Qui, da centinaia di anni, studenti e visitatori attraversano il ponte, magari cercando di capire come fanno quei pezzi di legno dritti a creare una curva perfetta. Il segreto sta negli incastri: le tavole seguono linee tangenti e radiali, e così il peso si distribuisce senza che nessuna trave si pieghi troppo. Se i matematici di Cambridge hanno dormito sonni tranquilli per secoli, lo devono anche a queste travi intelligenti! Ma attenzione: girano leggende misteriose su questo ponte! Hai mai sentito parlare di Newton e dei suoi esperimenti folli? Una storia dice che fu lui a inventarlo, senza usare nemmeno un bullone. Un giorno alcuni studenti, presi dalla curiosità (o da troppe pinte al pub), provarono a smontarlo per vedere come era fatto e-secondo la leggenda-non riuscirono più a rimetterlo insieme senza aggiungere i famosi bulloni. Però, shhh… la verità è un’altra! Newton era già passato a miglior vita quando il ponte fu costruito. E i bulloni? Beh, c’erano già, solo nascosti con astuzia là dove nessuno poteva vederli. Sai cosa è davvero divertente? Il Matematica ponte è così famoso che ne hanno fatto una copia anche a Oxford nel 1923. Quasi come quando tu pubblichi una ricetta online e i tuoi amici la rifanno subito! Allora, ora che sei qui, fermati un attimo, respira l’aria del fiume, ascolta i passi sul legno antico sotto i tuoi piedi e pensa che, a Cambridge, la matematica può diventare persino poesia… o almeno una bellissima passerella sospesa sopra il Cam. Grazie mille per aver camminato con me oggi! Sei ufficialmente un esploratore di Cambridge… e semmai hai bisogno di una barzelletta su un ponte, sai dove trovarmi!
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