Davanti a te, riconoscerai subito l’Hospital de la Caridad dalla sua elegante facciata bianca e ocra, ricca di dettagli barocchi, statue e splendidi pannelli in ceramica blu: basta alzare lo sguardo per vederlo svettare dietro la cancellata di ferro nero.
Lascia che ti porti indietro nel tempo, tra le stradine vivaci di Siviglia del Seicento: c’era una città piena di contrasti, con feste da sogno e, purtroppo, anche tanta povertà e malattie. Qui, però, nasce una speranza: l’Hospital de la Caridad, fondato nel 1674. Immagina uomini e donne andare e venire, profumati d’incenso, armati di pane fresco e sorrisi per gli anziani e i malati. Non era solo un ospedale, era un abbraccio barocco nel cuore di Siviglia! All’interno, ancora oggi, la cappella è un tripudio di sculture che sembrano quasi chiacchierare fra loro: “Hai visto che barba ha quel santo?” “Ehi, attento alla tunica!”
Ma aspetta, qui c’è il mistero dei quadri scomparsi! Il grande artista Murillo, membro della confraternita, dipinse per questo luogo otto opere incredibili. Quattro sono rimaste qui, come “Il miracolo dei pani e dei pesci”, che ti fa venire subito fame. Le altre? Furono rubate da un ambizioso generale napoleonico, Soult, che forse cercava un souvenir un po’ troppo grande per casa sua! Alcuni quadri sono volati in giro per il mondo, nascosti tra musei di Londra, Ottawa, San Pietroburgo… ma il cuore dell’ospedale e la sua promessa di carità e bellezza, quello, è rimasto sempre qui, racchiuso tra queste mura. Un vero tesoro di umanità e arte, aperto ancora oggi a chiunque voglia lasciarsi sorprendere!




