Davanti a te si erge una torre alta e imponente con una facciata decorata di motivi geometrici in mattoni e una cima che svetta verso il cielo: per riconoscerla basta guardare in alto, alla tua destra, dove spicca nettamente sopra tutti gli edifici intorno.
Eccoci davanti alla Giralda, la regina delle torri di Siviglia! Immagina di essere in pieno epoca medievale, tra profumi di spezie e richiami del muezzin: davanti ai tuoi occhi c’è quello che fu il minareto della Grande Moschea, costruito quasi mille anni fa quando la città era governata dagli Almohadi. Sotto il sole andaluso, califfi e architetti da ogni angolo di Al-Andalus e del Maghreb lavoravano gomito a gomito, con il califfo Abu Ya’qub Yusuf che controllava ogni dettaglio e visitava il cantiere ogni giorno - sai, pare che all’epoca i sovrintendenti delle opere fossero un po’ più presenti di certi architetti di oggi!
I lavori per le fondamenta furono tutt’altro che facili: dovettero persino spostare un’antica fognatura romana che attraversava qui sotto. Ci vollero anni solo per rendere solido il terreno, ma nel 1176 la moschea era pronta… eccetto la torre! L’avventura continuò, però purtroppo l’architetto e lo stesso califfo morirono nel 1184. Un vero colpo di scena! Ma il figlio del califfo, deciso a non farsi smontare dai lavori come un muro di cartapesta, richiamò a raccolta nuovi architetti e artigiani: arabi, berberi e persino un siciliano, che completò la cima. La torre fu finita nel 1198 e per festeggiare, indovina un po’, posero sulla vetta quattro enormi sfere metalliche che brillavano al sole come pepite d’oro - quasi una festa da notte stellata!
La ricchezza dei dettagli di questa torre è incredibile: guarda le finestrelle che corrono su ogni lato, alcune ad arco a ferro di cavallo, altre più elaborate con motivi polilobati. E se osservi bene, noterai colonne di marmo riciclate da antichi monumenti romani e arabi - gli architetti medievali avevano il riciclo nel sangue, altro che bidoni differenziati! E qui si parla di oltre novantadue capitelli diversi, tutti presi da luoghi storici. La base quadrata della Giralda poggia su fondamenta profondissime: pensa, a scavare qui avresti trovato pietre provenienti dalle antiche mura romane della città.
Questa torre non era solo bella; era pure pratica! Al suo interno ci sono 35 rampe elicoidali abbastanza larghe da permettere la salita non solo alle persone, ma persino a cavalli o muli, che trasportavano i custodi e il necessario fino in cima. Immagina lo scalpitio degli zoccoli e il fiato sospeso nel fresco delle camere interne… E che luce, tra le finestre che filtrano i raggi in modo spettacolare!
Dopo la conquista cristiana di Siviglia nel 1248, la moschea fu trasformata in cattedrale. La direzione della preghiera cambiò, le antiche uscite vennero chiuse e le cappelle cattoliche presero il posto degli spazi musulmani. Poi, nel 1356, un terremoto tremendo fece crollare gran parte dell’edificio e anche le spettacolari sfere in cima alla Giralda rotolarono giù... un vero “crollo di nervi” per la città! In cima, al posto degli antichi simboli musulmani, vennero messi una croce e una campana; qui fu installato il primo orologio pubblico di tutta la Spagna. Quel che vedi oggi non è solo la torre originaria, ma una meravigliosa fusione: nel Cinquecento, sotto la mano di Hernán Ruiz il Giovane, fu aggiunta l’elegante loggia rinascimentale con le campane che senti oggi suonare ogni ora.
Ma il vero colpo di scena aspetta in cima: il Giraldillo! È la statua che vedi ruotare come una banderuola al vento: alta quattro metri, pesa più di una tonnellata e raffigura una donna, tra la dea Athena e una portabandiera cristiana. La statua gira con il vento, quasi a voler salutare ogni quartiere di Siviglia nella sua lingua. Negli anni ha subito ogni sorta di avventura: terremoti, restauri rocamboleschi, rimozioni e persino una sostituzione temporanea con una copia durante il restauro del 1999.
La Giralda ispira ancora architetti di tutto il mondo e molti edifici americani e perfino russi hanno voluto imitarla. Ma solo qui, fermandoti sulla pietra calda della piazza, mentre guardi il sole che si riflette sui motivi geometrici della torre, puoi sentire davvero la storia viva di Siviglia… e magari, con un po’ di fantasia, percepire le voci, i rumori e i sogni di chi l’ha resa immortale.
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