Davanti a te c’è una casa dal colore rosso intenso con grandi porte di legno borchiate: se ti guardi bene intorno, noterai anche un’insegna che dice “Casa de Murillo” e un grande striscione con due dame dipinte che attirano subito l’attenzione.
Immagina ora di tornare indietro nel tempo, proprio nel cuore del seicento. Le stradine del Barrio de Santa Cruz sono piene di profumo di zagara e risate di bambini che rincorrono i loro sogni tra vicoli stretti. Qui, al numero 8 di calle Santa Teresa, viveva Bartolomé Esteban Murillo, uno dei pittori più famosi di Siviglia. Si dice che Murillo dipingesse in piedi, proprio accanto a queste colonne antiche del patio centrale, mentre la luce dorata dell’Andalusia illuminava le sue tele e le note di una chitarra gitana si diffondevano nell’aria. Deve aver avuto una pazienza… da santo, visto che qui, tra schizzi di colore, pettegolezzi del quartiere e magari qualche gatto curioso, creava i suoi capolavori!
Quando nell’aria si sentiva solo il rumore delle sue pennellate, nessuno poteva immaginare che, secoli più tardi, questa stessa casa sarebbe diventata un museo per ricordare il suo genio. Nel 1982, dopo ben trecento anni dalla sua morte, è stata aperta al pubblico per la gioia di tutti i fan delle cornici dorate. Oggi però - sorpresa! - la casa ospita soprattutto uffici e solo una piccola parte è rimasta per le mostre temporanee. Ma almeno puoi dire di aver ammirato le stesse mura che un giorno hanno visto Murillo in azione… e magari anche uno dei suoi celeberrimi baffi ribelli!




