Davanti a te vedi una facciata barocca bianca con maestose colonne e due statue che sembrano pronte a darti il benvenuto proprio sopra l’ingresso principale, accanto ai rami degli alberi che disegnano strane ombre sulla parete.
Questa chiesa ha una storia che sembra quasi una telenovela torinese! Immagina: è il 1885 e la vecchia basilica della Confraternita del Santissimo Nome di Gesù viene letteralmente rasa al suolo per lasciare spazio a una nuova via: Via Pietro Micca, fresca di progetto e con idee rivoluzionarie, ma nessuna pietà per le antiche mura. Così la confraternita si trova senza casa, ma - colpo di scena - nel quartiere Vanchiglietta nasce questa nuova chiesa, come una fenice che risorge tra Corso Regina Margherita e un quartiere che allora doveva essere ancora tutto da scoprire.
La svolta arriva nel 1903, quando la confraternita, alle prese con portafogli vuoti e qualche preoccupazione di troppo, cede la proprietà alla Curia. Da lì in poi la chiesa cambia “destino”: non è più solo un rifugio per pochi, ma diventa parrocchia, cuore vivo della comunità. Attenzione: nel 1926 si aggiunge il campanile, progettato da Paolo Napione - qualcuno dice che con la sua punta fa concorrenza agli alberi vicini!
Ma la chiesa non smette di crescere: nel 1951 si trasforma ancora, passando da una sola navata a tre, grazie a pilastri e archi che sembrano una coreografia di danza barocca. Dentro, una navata centrale con volta a botte e splendidi affreschi restaurati: un piccolo museo d’arte custodito tra le mura. Le statue degli angeli scolpite da Giacomo Buzzi Reschini ti fanno compagnia vicino all’altare maggiore; le colonne all’esterno sorreggono invece i santi Processo e Martiniano, in memoria degli antichi tempi.
E oggi? La chiesa ospita le Suore Missionarie di Maria Aiuto dei Cristiani e le Carmelitane di Santa Teresa. Quindi ricorda: anche se entri solo per curiosare o per cercare un po’ di pace, qui c’è sempre qualcuno pronto ad accoglierti… a braccia (e ali) aperte!


