Davanti a te c’è un grande edificio di un rosso vivace, con tante finestre regolari e una struttura moderna in vetro e metallo sul lato destro: per riconoscerla, basta guardare oltre gli alberi verso l’edificio che sembra sorridere in mezzo ai palazzi circostanti!
Sei proprio davanti alla Biblioteca civica Italo Calvino, una vera custode di storie… e che storia ha anche lei! Immagina di essere in questa zona di Valdocco qualche secolo fa: niente libri o silenzio, ma un rumore continuo di mulini, i Molassi, che schiacciavano grano dal Medioevo. Poi arrivano le concerie, l’odore del cuoio fresco e tante fabbriche che, dal Seicento in poi, crescono come lievito nel pane! Senti i carri passare tra le viuzze e l’acqua della Dora che scorre lì accanto, aiutando gli artigiani e operai, sotto lo sguardo del re Vittorio Amedeo III che, senza saperlo, dava la spinta a un quartiere sempre più vivace.
Verso metà Ottocento, si fa largo la grande protagonista: la Conceria Durio. Immagina i fratelli Durio, con mani abili e baffoni, inventarsi perfino la concia rapida, una piccola rivoluzione che fa diventare il loro nome famoso in tutta Italia. Qui dentro, tra cuoio e strumenti rumorosi, il lavoro non mancava mai. E come spesso capita, quando un posto funziona, si allarga: nuovi pezzi nel 1882, poi altri ancora nel 1912 e nel 1915. Un progetto ambizioso voleva trasformare tutto nel 1920, ma la burocrazia mise i bastoni tra le ruote, e niente cambiò davvero.
Col passare degli anni, le fabbriche si svuotarono, i macchinari tacevano, e la zona cadde in un silenzio un po’ triste, tra muri malandati e finestre rotte: sembrava che la storia avesse spento la luce… ma sorpresa! Negli anni Duemila, una nuova vita prende forma. C’è chi immagina di vedere qui non più concerie, ma libri e lettori! Così, demolite le parti peggiori, si salva solo un pezzo dell’edificio proprio a bordo Dora e lo si trasforma, aggiungendo elementi moderni, in questa biblioteca colorata e accogliente.
Quando entrerai, troverai spazi luminosi, una sala conferenze dove si organizzano eventi anche fuori orario (così, se ti scordi di andar via, magari ti ritrovi ospite di una serata a sorpresa!), aree per i bambini e, per i più curiosi, opere d’arte contemporanea di Giorgio Griffa e Marco Gastini, mentre due statue di Luigi Stoisa vigilano sulle piazzette esterne. Insomma, qui dove un tempo si lavorava il cuoio si coltivano oggi nuove idee… e chissà, magari anche una nuova passione per la lettura!


